Associazione Silvia Procopio
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Da uno studio è emerso un aumentato rischio di infarto miocardico nel periodo postoperatorio tra i pazienti sottoposti ad artroplastica totale per osteoartrosi. Tuttavia questo rischio si riduce nel c ...


I defibrillatori cardioverter impiantabili ( ICD ) non sono raccomandati entro 40 giorni dall’infarto del miocardio; in tal modo, l'impianto di ICD potrebbe non essere preso in considerazione durante ...


L’infarto miocardico con arterie coronariche senza ostruzione ( MINOCA ) è un'entità clinica complessa, senza precedente valutazione in letteratura. Una revisione sistematica si è proposta di quanti ...


Durante un intervento coronarico percutaneo ( PCI ) primario, la trombectomia manuale può ridurre l'embolizzazione distale e migliorare così la perfusione microvascolare. Piccoli studi hanno suggeri ...


Il trattamento antitrombotico è indicato per l'uso in pazienti dopo infarto del miocardio; tuttavia, l'uso concomitante di farmaci anti-infiammatori non steroidei ( FANS ) potrebbe porre dei problemi ...


I ricercatori hanno studiato il rischio di eventi coronarici ricorrenti associati alla resistenza all'insulina nei pazienti post-infartuati che avevano preso parte allo studio THROMBO ( Thrombogenic F ...


Il condizionamento ischemico remoto in aggiunta all'intervento coronarico percutaneo nei pazienti con infarto del miocardio con sopraslivellamento del segmento ST ( STEMI ) aumenta il salvataggio mioc ...


Il sistema di coagulazione contribuisce notevolmente all'evoluzione dell’infarto del miocardio. L’anticoagulazione può pertanto ridurre l'insorgenza di infarto miocardico in monoterapia o con l'uso ...


La malattia infiammatoria intestinale ( IBD ) è associata a un aumento del rischio cardiovascolare. È stato esaminato l'effetto della malattia infiammatoria intestinale attiva sui principali eventi ...


Sebbene l’intervento coronarico percutaneo primario ( pPCI ) sia il metodo preferito per la riperfusione dell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST ( STEMI ), resta di difficile appl ...


Uno studio elettrofisiologico ( EPS ) negativo può delineare un sottogruppo di pazienti con grave compromissione della frazione di eiezione ventricolare sinistra ( FEVS ) la cui cura può essere gestit ...


Uno studio ha descritto l'uso del defibrillatore cardioverter esterno indossabile ( WCD ) durante i periodi di attesa dopo infarto miocardico per i pazienti ad alto rischio di arresto cardiaco improvv ...


L’effetto clinico della aspirazione intracoronarica di routine del trombo prima dell’intervento coronarico percutaneo ( PCI ) nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST ( ...


Nell’infarto acuto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST ( STEMI ), l’uso di intervento coronarico percutaneo ( PCI ) per il trattamento della arteria responsabile dell’infarto ( arteria ...


Alcuni studi hanno dimostrato che l’infarto del miocardio spontaneo ma non-procedurale è correlato a successiva mortalità. Non è chiaro se l'intervento coronarico percutaneo ( PCI ) possa ridurre l’in ...