Aggiornamenti in aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Xagena Mappa

Vorapaxar per la prevenzione secondaria degli eventi trombotici nei pazienti con precedente infarto del miocardio


Vorapaxar inibisce l’attivazione piastrinica antagonizzando l’attivazione mediata da trombina del recettore PAR-1 ( recettore attivato da proteasi ) sulle piastrine umane.
L’effetto dell’aggiunta di altri farmaci antipiastrinici ad Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ) per la prevenzione a lungo termine di eventi trombotici in pazienti stabili con precedente infarto del miocardio è incerto.

Uno studio ha valutato questo effetto in un sottogruppo di pazienti di TRA 2°P-TIMI 50, uno studio randomizzato, placebo-controllato e in parallelo.
I pazienti con una storia di aterotrombosi sono stati assegnati in maniera casuale a ricevere Vorapaxar ( 2.5 mg al giorno ) oppure placebo in un rapporto 1:1.

I pazienti con infarto miocardico entro le precedenti 2 settimane-12 mesi sono stati analizzati come sottogruppo predefinito.

L’endpoint primario di efficacia era rappresentato da mortalità cardiovascolare, infarto miocardico o ictus, analizzati per intention-to-treat.

Gli eventi sono stati analizzati mediante analisi di Kaplan-Meier e i gruppi sono stati confrontati con un modello a rischio proporzionale di Cox.

Nello studio, 17.779 dei 26.449 pazienti hanno avuto un infarto del miocardio e sono stati assegnati a Vorapaxar ( n=8.898 ) o a placebo ( n=8.881 ).

Il follow-up mediano è stato di 2.5 anni.

Mortalità cardiovascolare, infarto miocardico o ictus si sono manifestati in 610 degli 8.898 pazienti nel gruppo Vorapaxar e in 750 degli 8.881 nel gruppo placebo ( stime di Kaplan-Meier a 3 anni 8.1% vs 9.7%, hazard ratio HR=0.80; p inferiore a 0.0001 ).

Il sanguinamento moderato o grave è risultato più comune nel gruppo Vorapaxar versus il gruppo placebo ( 3.4% vs 2.1%, stime di Kaplan-Meier a 3 anni, HR=1.61; p inferiore a 0.0001 ).

L’emorragia intracranica si è manifestata nello 0.6% dei pazienti trattati con Vorapaxar versus 0.4% con placebo ( stime di Kaplan-Meier a 3 anni; p=0.076 ).

Altri eventi avversi gravi sono risultati equamente distribuiti tra i gruppi.

In conclusione, per i pazienti con una storia di infarto del miocardio, la inibizione del recettore PAR-1 con Vorapaxar riduce il rischio di morte cardiovascolare o eventi ischemici se aggiunto al trattamento antipiastrinico standard, inclusa Aspirina, e aumenta il rischio di sanguinamento moderato o grave. ( Xagena2012 )

Scirica BM et al, Lancet 2012; 380: 1317-1324


Cardio2012 Farma2012


Indietro